Cerco baby sitter: consigli utili per trovare la persona giusta

Trovare un baby sitter sta diventando sempre più importante per tutte quelle famiglie in cui mamme e papà lavorano molte ore al giorno fuori casa e vogliono essere certi di assicurare la massima assistenza ai bambini coniugando al meglio le diverse esigenze familiari.

Proprio per questo, però, trovare la persona più qualificata e adatta alle nostre richieste può diventare talmente complesso da essere paragonabile a un vero e proprio lavoro. È importantissimo sapere come muoversi per scegliere il giusto canale ed entrare in contatto con le tante candidate che cercano lavoro come baby sitter.

Perciò, ecco qualche consiglio utile dal team LianeCare per trovare la giusta baby sitter.

Cerco una baby sitter, ecco il primo consiglio

Il primo consiglio è quello di approcciarsi alla ricerca di una baby sittercon le idee molto chiare sul tipo di servizio che si sta cercando. Può sembrare banale, ma è molto importante capire bene come vogliamo che la baby sitter trascorra il tempo in compagnia dei nostri figli: stiamo cercando una persona che sia appassionata di letture, storie e giochi capace di intrattenere i nostri bambini con esperienze sempre nuove, o abbiamo anche bisogno che li aiuti nei compiti a casa e nello studio? Speriamo che possa svolgere anche qualche piccola mansione domestica? Deve essere una brava cuoca specializzata in merende e dolcetti o l’accesso alla cucina e al frigo sono vietati fuori dai pasti principali?

Non è detto che il/la baby sitter ideale sappia o debba fare tutto. Prima di contattare qualcuno e proporre un colloquio o un contratto come assistente per bambini, assicuratevi di aver capito bene cosa state cercando o nessuna candidatura sembrerà mai adeguata!

Dove cerco una baby sitter: agenzie, passaparola o portali online?

Per cercare la vostra baby sitter potete prima di tutto affidarvi al passaparola e ai consigli di amici, vicini di casa o colleghi. In particolare, i consigli di chi lavora con voi e, quindi, condivide con voi orari, stili di vita e problematiche potrebbero indirizzarvi verso candidate già adeguate agli orari e alle giornate di vostra necessità. Tuttavia non sempre quello che va bene per un vostro amico o conoscente può essere funzionale per voi, soprattutto quando si tratta di educazione dei bambini. Meglio quindi utilizzare canali specializzati che consentono di entrare in contatto con personale qualificato e selezionato in base alle vostre personali esigenze.

Negli ultimi anni, ad esempio si sono diffusi servizi online come la nostra piattaforma CareFinder che, raccogliendo anche annunci di mamme che cercano baby sitter, mette in contatto famiglie alla ricerca di una figura professionale in grado di badare ai propri figli con candidati esperti del settore che rendono disponibili le proprie competenze.

Consultare queste piattaforme vi aiuterà a una prima selezione sulla base di informazioni generali quali, ad esempio, zona di lavoro (magari vicino casa), città o paese di provenienza, titolo di studio ed eventuali specializzazioni.

Cosa fa una baby sitter e cosa chiedere durante il colloquio

Una volta ricevuto il contatto della persona in linea con le vostre esigenze, è importante fissare un colloquio ed arrivare preparati ad esso, quasi come se foste voi a doverlo sostenere! Per questo, come abbiamo detto, siate molto chiari nell’esprimere le vostre esigenze e spiegare quale tipo di attività e mansione saranno richieste.

Inoltre, fate molta attenzione a questi aspetti:

  • Età adeguata alle vostre esigenze.
  • Pulizia e igiene personale.
  • Proprietà di linguaggio.
  • Curriculum e referenze.
  • Empatia e affinità con la vostra famiglia.

Cominciando dal primo punto, è importante scegliere una persona dell’età giusta per rispondere ai bisogni specifici dei vostri figli. Naturalmente esistono le eccezioni ma in generale una baby sitter tra i 20 e i 40 anni avrà molta più energia da dedicare ai giochi e alle tante attività fisiche che si possono fare anche all’aperto, soprattutto nel caso di bambini dai 5 ai 10 anni.

Una persona più grande d’età e con più esperienza può essere, invece, estremamente preziosa nell’aiutare i bimbi con i compiti o nel coinvolgerli in tante attività didattiche.

Il secondo punto è molto importante: indipendentemente dall’età dei vostri figli, la figura del baby sitter deve dare una sensazione di ordine e pulizia, magari accompagnata da una certa leggerezza e adeguatezza nello stile e nelle scelte dei vestiti.

Non si tratta certo di una scelta di stile: ogni professione richiede uno stile adeguato e lo stesso vale per il lavoro di baby sitter. Un utilizzo eccessivo di trucco, ad esempio, potrebbe provocare irritazioni alla pelle dei più piccoli; unghie lunghe, gioielli, bracciali e anelli potrebbero involontariamente ferire il bambino; indumenti scomodi, come ad esempio le scarpe con tacchi troppo alti, rendono molto più complicato portare in braccio i bambini o rincorrerli.

Un ulteriore importantissimo elemento da considerare quando si sceglie una baby sitter è la capacità di linguaggio e la padronanza di una eventuale seconda lingua. È importante che il tempo trascorso insieme sia costruttivo ed educativo per fornire stimoli che favoriscano lo sviluppo del linguaggio e delle varie forme di comunicazione.

Se volete puntare su un/una baby sitter che parli bene anche l’inglese, il consiglio è di puntare su una figura madrelingua o che, comunque, abbia trascorso un periodo all’estero o conseguito qualche certificazione.

A questo punto, è il momento valutare bene le referenze e il curriculum professionale per capire se si tratta di candidati alle prime esperienze o già abituati a lavorare con bambini di età simile ai vostri figli.

In questa sede, è importante capire quanto tempo la persona in esame abbia dedicato tempo ad aggiornarsi su argomenti importanti come le direttive pediatriche principali, il primo soccorso o abbia seguito i corsi di formazione e aggiornamento per baby sitter, come quelli offerti dalla CareAcademy della piattaforma LianeCare che fornisce specifiche competenze a chi intende specializzarsi nell’assistenza alle persone. Questo ultimo punto è molto importante, soprattutto in quei casi in cui siano presenti bisogni specifici legati a particolari problematiche di salute o disturbi anche di natura comportamentale che andrebbero immediatamente chiariti e presentati.

Durante tutto il colloquio, cercate di capire se esiste una impostazione comune su quello che pensate possa essere il percorso di crescita dei vostri figli, sui principi, sulle regole e sui divieti (per esempio: no TV, No Smartphone, no gelato), tenendo bene a mente che siete voi a dettare le regole ma non è detto che queste siano condivisibili da tutti.

Va anche precisato quali comportamenti sono attesi dal baby sitter  (ad esempio, no a telefonate private e ospiti in casa, nemmeno quando i bambini dormono) o se sia richiesto il supporto in qualche minima attività domestica.

Contratto e baby sitter: definisci con chiarezza gli accordi economici

È importante che la stessa serietà richiesta in fase di colloquio si rifletta sulla proposta economica e sul compenso che si vuole concordare: non possiamo immaginare di riconoscere a una babysitter bilingue con 20 anni di esperienza lo stesso compenso di una studentessa che dedica giusto qualche ora della settimana a questo lavoro.

Prima di iniziare la collaborazione, il compenso del baby sitter deve essere concordato in ogni voce:

  • periodo di prova;
  • tariffa oraria standard;
  • eventuali straordinari;
  • rimborsi;
  • contante extra a disposizione per eventuali spese da sostenere per i bambini.

Altrettanto importante è la forma contrattuale utilizzata per regolarizzare la posizione lavorativa dell’assistente per bambini, la cui scelta può a volte essere difficile.

Un ultimo consiglio è forse il più importante: pianificare un periodo di prova durante il quale far conoscere la baby sitter al bambino. Questa fase è molto delicata e va gestita nei giusti tempi. Soprattutto nel caso di bambini molto piccoli, è necessario un vero e proprio affiancamento di almeno un mese, durante il quale coinvolgere la persona in attività quali la preparazione delle pappe, il bagnetto, la lettura di una favola o il gioco.

Durante questo tempo, è importante osservare il rapporto che si instaura tra baby sitter e bambino, cercando di distinguere i comportamenti spontanei e sinceri dai capricci, che all’inizio possono essere normali e quasi inevitabili

Se le cose non dovessero funzionare né  soddisfare i vostri bisogni, non fatene un dramma: in qualsiasi contesto lavorativo può capitare che le cose non vadano come ci si aspetti. Perciò non perdete le speranze e comunicate in anticipo le vostre intenzioni al baby sitter riconoscendo il compenso pattuito, così potrete pianificare una nuova selezione facendo tesoro di questa esperienza.

Iscriviti alla nostra Newsletter

Iscriviti alla nostra Newsletter

Per ricevere le ultime notizie e gli aggiornamenti sul mondo del caregiving.

Grazie, controlla la tua email per verificare la tua registrazione.

Share This