Green pass per badanti sarà obbligatorio ma chi lo controllerà?

Il green pass è diventato obbligatorio anche per le badanti che, se sprovviste, non possono più prestare servizio, al pari di tutti gli altri lavoratori del settore pubblico e privato.

Ma l’obbligo della cosiddetta certificazione verde anche per questa categoria di lavoratrici ha dato il via a un lungo elenco di interrogativi sui controlli, sulle eventuali sanzioni, su cosa bisogna fare nel caso di badante sprovvista di green pass. Si può sostituire? In caso di sostituzione, bisogna pagare la badante senza green pass e anche la eventuale sostituta?

Cerchiamo allora di fare chiarezza e di avere quante più informazioni possibili in tema di green pass badanti per capire come muoversi senza sbagliare.

 

Chi controlla il green pass

Partiamo dalla questione dei controlli sulla quale ancora non c’è molta chiarezza. Il Governo, annunciando l’obbligo di green pass per le badanti, ha reso pubbliche una serie di FAQ che specificano anche alcuni aspetti legati appunto ai controlli e dettano le nuove regole per le badanti che prestano servizio presso le famiglie. 

Così come succede per i dipendenti del settore pubblico e privato, anche per le badanti saranno i datori di lavoro a effettuare le apposite verifiche. Nello specifico, i familiari della persona accudita dalla badante dovranno accertarsi che la loro dipendente sia provvista della certificazione. Potranno eseguire i controlli utilizzando l’applicazione VerificaC19 oppure chiedendo una copia cartacea del green pass. 

Se la badante non è in possesso della certificazione, sarà considerata “assente ingiustificata” e verrà sospesa. Sospesa anche la retribuzione, secondo le regole fissate dall’ultimo decreto legge del Governo in materia di green pass per i lavoratori.

Obbligo di green pass: multe per badanti sprovviste e datori che non controllano

Sono previste pesanti sanzioni sia per le badanti che continuano a lavorare senza il green pass, sia per i datori di lavoro che non si preoccupano di controllare il possesso della certificazione verde della loro dipendente.

Nello specifico, la badante senza green pass è passibile di sanzione amministrativa che va dai 600 ai 1.500 euro. Il datore che non esegue i controlli può incappare invece in multe che vanno dai 400 ai 1.000 euro.

Vaccino Covid per badanti e colf: cosa sapere

Ci sono casi di badanti che non possono vaccinarsi per problemi di salute e nel caso dovranno essere regolarmente certificati dal medico. In quelle specifiche situazioni, per entrare in possesso del green pass, c’è la possibilità di eseguire tamponi gratuiti, come fissato dal Ministero della Salute. 

Le persone che non possono vaccinarsi per patologie specifiche, e quindi non hanno il green pass perché non si sono sottoposte a ciclo vaccinale, potranno comunque lavorare a patto che eseguano i tamponi secondo quelli che sono tempi e modalità previste dalla Legge. I tamponi hanno validità di 48 o 72 ore a seconda che siano rapidi o molecolari. 

Ci sono poi molte badanti che, essendo straniere, si sono vaccinate all’estero con Sputnik, il vaccino russo che in Europa non è riconosciuto e quindi non dà diritto al green pass. Altre che invece non possono vaccinarsi in Italia.

Su queste spinose questioni, il Governo si è ripromesso di intervenire nuovamente per fare chiarezza e dettare nuove linee guida. Il vaccino per badanti è insomma un argomento decisamente controverso in cui molti aspetti devono ancora essere chiariti.

Green pass caregiver

Colf e badanti, ultime notizie: possono essere licenziate se sono senza green pass?

La Legge parla chiaro in materia di colf, badanti e licenziamento: tutti i lavoratori che vengono momentaneamente sospesi dal lavoro perché sprovvisti di green pass non perdono il posto. Quindi la risposta è no: il motivo del licenziamento di una badante non può essere l’assenza di green pass

Bisogna però ricordare che il venire meno del rapporto di fiducia che deve legare una badante e la famiglia dell’assistito può sempre essere causa di licenziamento in un settore domestico in cui si ha totale libertà di “lasciare a casa” il lavoratore nel rispetto dei termini di preavviso. 

Significa che una famiglia che vuole licenziare la badante sprovvista di green pass può sicuramente farlo adducendo però altre motivazioni e non la mancanza di certificazione. In caso di sospensione dal lavoro, le famiglie che cercano badanti nuove in sostituzione di quelle sospese non dovranno pagare il doppio stipendio. 

Pagheranno cioè solo la badante che arriva in sostituzione, l’altra (ovvero quella sospesa perché senza green pass) non percepirà lo stipendio come fissato dal decreto legge. Se convivente, dovrà anche rinunciare a vitto e alloggio per tutto il periodo di sospensione dal lavoro.

Le regole per colf e badanti, insomma, sono state fissate e l’obbligo del green pass anche per questa categoria di lavoratrici ha posto l’accento su un tema importante legato alla tutela della salute della persona assistita che, nella maggior parte delle situazioni, è anziana o comunque considerata fragile. 

Ecco allora che essere in possesso della certificazione verde diventa uno strumento in più per assicurare maggiori tutele al proprio caro.

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