Hai mai sentito parlare della Sindrome della Capanna?

Il cambiamento è proprio dell’ essere umano, infatti l’ uomo è per sua natura un essere contingente e transeunte. Da quando nasciamo, la nostra esistenza è in continuo divenire, come se fosse acqua che scorre impetuosamente nel letto di un fiume.

Il filosofo greco Eraclito, sintetizzava questo concetto con il suo pantha rei, ossia tutto scorre, infatti come non ci si può bagnare due volte nelle stesse acque di un fiume che scorre, non si può vivere due volte lo stesso attimo.Ogni momento è unico.

Il  cambiamento è semplicemente il divenire della vita, può avere risvolti sia positivi che negativi e  bisogna saperlo cogliere, credere in se stessi, andare oltre la propria comfort zone e lottare per la vita stessa.

Questo 2020, ci ha riservato parecchi cambiamenti, impensabili, che hanno destrutturato la  nostra  esistenza come fulmine a ciel sereno, ci siamo ritrovati  scaraventati da una situazione di normalità a una situazione straordinaria, che ha investito tutto il globo: la pandemia causata dal Covid-19.

smart_working

Il nostro stile di vita è cambiato repentinamente e ci siamo dovuti adattare a vivere in casa per la quarantena.

Per molti, questo periodo ha rappresentato un poter tornare a ritmi lenti, attimi di tranquillità e relax  in famiglia, per altri invece, lavorando in smart working c’è stato un incremento di responsabilità e stress sul lavoro, aumentandone anche i ritmi, portando così a un disfunzionamento del work-life balance, ossia l’equilibrio tra lavoro e  vita privata.

Infatti siamo stati tutti praticamente reperibili tutti i giorni a tutte le ore, innescando anche episodi di burnout.

uomo_ depresso

Attualmente stiamo ancora  vivendo una situazione di continuo cambiamento, che ha messo a  dura prova tutti quanti, tuttavia ogni individuo reagisce in maniera diversa: ci sono persone che non appena è iniziata la fase due non vedevano l’ora di poter tornare, seppur parzialmente alla propria routine, altre invece, ormai abituatesi alla vita tra le mura domestiche, che preferiscono evitare di uscire, vedendo nella propria  casa un rifugio sicuro.

Questo stato mentale, di  ansia, depressione e timore verso l’esterno, è detto Sindrome della Capanna, ne hai mai sentito parlare?

La Sindrome della  Capanna, denominata anche Sindrome del Prigioniero o in inglese Cabin Fever, ebbe origine nei primi del Novecento negli Stati Uniti, durante il periodo della corsa all’ oro, infatti, proprio i cercatori d’ oro furono tra le prime vittime di questo malessere, poiché per alcuni periodi dell’ anno vivevano in uno stato di isolamento, per l’appunto nella propria capanna, provando ansia, depressione e stress.

La Sindrome della Capanna  è un malessere che  si manifesta principalmente quando si vive in un periodo  di isolamento, con conseguente distacco dalla realtà, dalla routine e dallo stile di vita  a cui si era abituati.

Ma quali sono i sintomi più  diffusi tra chi prova questo malessere?

Vediamoli di seguito:

  • Irritabilità
  • Ansia
  • Depressione
  • Stanchezza
  • Mancanza di concentrazione
  • Mancanza di una routine
  • Angoscia
  • Tristezza

Ovviamente, si parla di sindrome solo se sono presenti tutti i  sintomi in maniera  persistente.

Come possiamo attenuare questo malessere?

Di seguito, alcuni consigli:

  • Ascoltare le proprie emozioni e  necessità
  • Organizzare una  routine quotidiana
  • Stabilire degli obiettivi
  • Prendersi cura di se stessi
  • Dare valore al proprio tempo, coltivando le proprie passioni e hobbies
Sindrome della capanna.

Ovviamente, esistono vari stadi di questa sindrome, non bisogna spaventarsi, ma il primo passo per stare meglio, è sicuramente comprendere che stiamo attraversando un periodo di malessere, che ci porta a non stare bene né con noi stessi né con gli altri, come se fossimo un alter ego della nostra persona.

Il consiglio è parlare! Parlare dapprima con te stesso, capire cosa davvero non vada bene in questo periodo ed essere consapevole di avere un problema. 

Solo così, uno psicologo, potrà davvero aiutarti, perché deve tutto partire da te stesso.

Non devi vergognarti. 

Liane ha lanciato TalkNow, un servizio di Counseling Psicologico da remoto, svolto da psicologi professionisti: non sei solo, saremo felici di sostenerti  e supportarti per affrontare insieme la Sindrome della Capanna o altri malesseri.

Per maggiori informazioni, contattaci mandando una email a: talknow@myliane.com

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