Inclusione sociale: così il PNRR tutela famiglie, disabili e anziani

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, documento elaborato all’interno del Recovery Plan, fa finalmente luce sulle necessità delle persone più fragili all’interno del contesto familiare.

È proprio nella quinta Missione del PNRR, denominata “Inclusione sociale”, che si sollevano le questioni relative alla gestione della vita familiare in presenza di persone che hanno bisogno di assistenza, come i figli, gli anziani e i disabili a carico del caregiver non professionista.

Il tema dell’inclusione sociale è diventato pressante nel 2020, a causa della pandemia mondiale, che ha visto molte persone trasformarsi in caregiver familiari per sostenere i propri parenti stretti. 

Un problema finora rimasto insoluto e in sordina è ora emerso con tutta la sua forza e le sue preoccupazioni, tanto che il governo italiano ha ritenuto opportuno richiedere all’Europa, attraverso il Recovery Plan, dei finanziamenti e dei supporti economici anche per la cura delle persone non del tutto autosufficienti. 

Il carico più grande è stato finora addebitato alle famiglie: le cure assistenziali non hanno infatti avuto un grande riconoscimento economico o sociale, inteso come supporto dallo Stato per chi si prende cura dei familiari bisognosi.

Nel PNRR queste necessità si sono trasformate in specifiche richieste di sussidio. Vediamo di seguito cosa include il capitolo dedicato all’inclusione sociale nel PNRR.

Inclusione sociale disabili: le prospettive del PNRR

Cosa farà attivamente lo Stato, attraverso i fondi europei, per supportare le persone disabili e le loro famiglie? 

Il primo campo di attività previste per il sostegno alle categorie più fragili degli anziani e dei disabili è quello di rafforzare i servizi sociali offerti dal territorio, come infermieri, caregiver, badanti per chi vive in casa, ma anche le strutture di ricovero per chi sceglie di trasferirsi in istituto.

In particolare, si vuole incoraggiare il sostegno a domicilio per disabili e anziani, in modo da tutelarli nella loro residenza e rimanere nello stesso luogo dove hanno vissuto per tutta la vita, ove possibile. 

Per far questo, si incentiva sempre di più il ricorso e l’assunzione di caregiver professionali, come badanti e infermieri che possono prendersi cura delle persone con disabilità in maniera continuativa, forti della loro esperienza e della loro formazione.

Una garanzia necessaria a tutelare anche la tranquillità emotiva delle famiglie che scelgono di affidare i propri cari alle cure di una persona esterna. 

E il nostro impegno, con i corsi di formazione professionale disponibili sulla piattaforma di Solace, è rivolto proprio a questo obiettivo: a trasmettere gli strumenti e il bagaglio di conoscenze indispensabili che servono a un caregiver professionale per svolgere al meglio, con consapevolezza, preparazione e la giusta predisposizione, il proprio lavoro.

Inclusione sociale nelle aree urbane

Una seconda sezione del testo del PNRR dedicato all’inclusione sociale supporta la richiesta economica per la riqualificazione delle infrastrutture che ospitano in maniera temporanea i soggetti fragili, come le strutture di degenza o le case di riposo per il ricovero a lungo termine.

All’interno del Recovery Fund è prevista una richiesta di 9 miliardi di euro per il miglioramento sia di queste strutture, che delle strutture pubbliche da rigenerare per diminuire il degrado urbano. 

Tra queste sono incluse azioni per riabilitare i parchi e gli spazi verdi, le case occupate abusivamente, i collegamenti tra città e comuni limitrofi, la riqualificazione delle aree degradate.

Infine, un’attenzione ulteriore riguarda il sostegno alle famiglie con figli, le quali godono già oggi di alcuni fondi previsti dalla Legge di Bilancio, come il Family Act. 

Oltre all’assegno unico e all’estensione dei congedi parentali, ci si aspetta un sostegno anche per i ragazzi che hanno terminato la scuola dell’obbligo e decidono di iscriversi all’università. 

Si tratta di un’azione che mira a supportare la scelta dei giovani di studiare e rendersi autonomi, attraverso un assegno unico erogato agli studenti universitari di età compresa tra i 18 e i 21 anni.

Per tutte le misure finora elencate al fine di favorire l’inclusione sociale, il governo italiano ha optato per uno stanziamento di risorse pari a 22,4 miliardi di euro. Una cifra cospicua che, se ben spesa, può davvero supportare la gestione familiare sia per gli anziani, che per i più giovani della famiglia.

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