Lavori domestici e servizi legati al welfare, come integrarli

Nel nostro Paese 12,7 milioni di persone nella fascia d’età 18-64 anni assistono minori di 15 anni, anziani, persone con disabilità o parenti malati. Parliamo del 34,6% della popolazione, una fascia che viene definita “generazione sandwich” in quanto si trova tra due generazioni da accudire: i genitori ed i figli. In mezzo ci sono loro che lavorano e tentano di trovare un equilibrio tra l’occupazione e il prendersi cura dei propri cari.  Soprattutto durante il 2020 la necessità di accudimento, unita a quella della gestione della casa e dei lavori domestici, ha avuto una forte impennata, tale da registrare un incremento di richiesta di figure retribuite per ricoprire tale funzioni. Complici di questo aumento, sono stati due fattori: da una parte la pandemia che ha messo le famiglie nella condizione di dover gestire tutti (figli, genitori anziani, parenti disabili) insieme al lavoro da casa sotto lo stesso tetto, e dall’altra la regolarizzazione del lavoro in nero favorita dal decreto Rilancio di maggio 2020. Inparticolare con quest’ultima mossa del Governo si è provveduto alla regolarizzazione dell’ 85% del totale di colf e badanti. Questo perché all’epoca del lockdown solo il personale regolarizzato poteva spostarsi dalle abitazioni e recarsi nelle case dove era necessario svolgere il servizio. Infatti solo nel mese di Marzo 2020 si sono registrate 50mila assunzioni, in aumento del  +58,5% rispetto al 2019. Questa necessità era già emersa in passato ma più  recentemente anche le aziende si sono sempre più interessate ad inserire tra i benefit i  servizi legati all’assistenza familiare (come babysitting, assistenza ad anziani e/o  persone con disabilità).

Lavori domestici e Welfare aziendale

Ecco che avvalendosi dell’art. 95 del TUIR del 2016, le aziende hanno potuto fornire dei servizi ai lavoratori come benefit aziendali e allo stesso tempo godere della deducibilità integrale delle spese sostenute. E se inizialmente nel Welfare aziendale erano contemplati soprattutto buoni mensa, buoni benzina e assicurazioni sanitarie, molte realtà hanno iniziato ad integrare benefit come il servizio di babysitting  e di assistenza alle persone non autosufficienti. Inizialmente questi servizi legati al Welfare erano appannaggio di aziende di grandi dimensioni, ma gradualmente sono diventati anche parte sostanziale del welfare delle piccole e medie imprese. Secondo l’indagine Welfare Index PMI 2019 le imprese più attive in tal senso erano le più grandi, parliamo del 71%. Ma negli ultimi quattro anni le percentuali che includono anche le piccole e medie imprese si sono raddoppiate arrivando nel 2021 al 57,2%. Un fenomeno quindi in piena crescita che comporta benefici per tutti gli attori coinvolti.

Vantaggi del Welfare aziendale

L’introduzione di servizi a favore dei dipendenti che vadano a creare un buon Work Life Balance si è dimostrata una buona opportunità per tutti, anche per le aziende e non solo. In particolare i servizi collegati ai lavori domestici hanno generato nuovi posti di lavoro e regolarizzato tante persone che lavoravano in nero. Ciò ha apportato un nuovo indotto alle casse dello Stato, migliorato le condizioni di vita dei lavoratori domestici ma anche di coloro che fanno richiesta di questi servizi. Infine le aziende hanno ottenuto la riduzione dell’assenteismo di molti dipendenti e migliori prestazioni lavorative ritrovandosi delle spese deducibili che non gravano sulle finanze dell’impresa. La vera grande rivoluzione è stata permessa grazie all’introduzione del comma 2 lett. F-ter (art.51 T.U.I.R.) che specifica che non concorrono a fare reddito del lavoratore dipendente le somme e le prestazioni erogate dal datore in favore del totale dei dipendenti o di categorie specifiche di essi per la fruizione di servizi di supporto a familiari anziani o non autosufficienti. Ciò vale anche per i servizi di istruzione, evidenziati nel comma 2 lett. f-bis (servizi di educazione e istruzione in età prescolare, servizi integrativi e di mensa, frequenza di ludoteche, centri estivi e invernali, borse di studio). In questo modo il Welfare aziendale è diventato non solo una sfida ma un’opportunità importante per tutte le categorie coinvolte. Un settore sempre più in espansione e decisamente virtuoso.

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