Smart working, benefit aziendali e il nuovo disegno di legge

Il Governo ha prorogato dal 30 giugno al 31 agosto 2022 la possibilità di ricorrere allo smart working per i dipendenti di aziende private. Il datore di lavoro sarà tenuto a comunicare in via telematica al ministero del Lavoro i nominativi dei dipendenti nonché la data di inizio e cessazione delle prestazioni di lavoro in modalità agile.

La proroga ed il “rinnovo” del lavoro in smart working prevede, tuttavia,  regole precise,  a partire dalla definizione di smart worker, fino ai benefit aziendali e agli incentivi previsti per le imprese che consentiranno ai dipendenti di lavorare da casa.

In questo articolo trovi tutte le informazioni utili sullo smart working: benefit aziendali e welfare, diritto alla disconnessione, incentivi per le imprese, i diritti e i doveri dei dipendenti che lavorano da casa.

Smart working, le novità del 2022 e il lavoro agile nel settore privato

Il lavoro agile nel settore privato è stato confermato e prorogato fino al 31 agosto 2022. Le aziende private potranno allora decidere di fare lavorare i dipendenti in questa modalità. Ma per parlare di smart working, bisognerà che il tempo in cui si lavora fuori dall’ufficio rappresenti almeno il 30% del totale.

Se è inferiore al 30% del totale, invece, non si parla di lavoro agile. È questo un aspetto importante, dunque, fissato dalla nuova legge sullo smart working. Per quanto riguarda il lavoro nella Pubblica Amministrazione, le nuove linee guida fissate dopo l’accordo tra Ministero e Sindacati prevedono invece che si possa lavorare da remoto fino a un massimo del 49%.

Benefit aziendali, a chi spettano, e disegno legge smartworking

Il disegno legge smart working pone l’attenzione sui benefit aziendali che, per legge, dovranno essere garantiti anche ai lavoratori che operano da remoto. I dipendenti che lavorano in smart working, dunque, avranno gli stessi diritti rispetto a quelli che ogni giorno si recano in ufficio garantendo la loro presenza.

I benefit per il lavoratore, dunque, continueranno a rivestire un ruolo di primaria importanza anche adesso che l’emergenza Covid è finita e si attestano come un importante sussidio al quale qualsiasi lavoratore, in presenza o in smart working, non potrà rinunciare.

E così i buoni pasto, per esempio, saranno fruibili anche da coloro che lavorano da casa e che avranno diritto alla loro pausa pranzo; i buoni acquisto verranno garantiti sia ai dipendenti in presenza che agli smart worker che potranno investirli per acquistare beni di prima necessità o materiali per la casa.

Gli incentivi per le imprese

La nuova legge sullo smart working garantisce vantaggi per le imprese che faranno lavorare da remoto alcuni dipendenti, seguendo la regola del 30% del tempo che abbiamo precedentemente menzionato. Le imprese che opteranno per il lavoro agile potranno usufruire di una riduzione pari all’1% sui premi assicurativi a carico dei datori di lavoro, dovuti all’Inail.

Viene anche prevista l’istituzione di un Fondo che ha come obiettivo la promozione del lavoro in smart working che viene considerato preferibile anche dopo la pandemia causata dal Covid. Si stima che, in un domani non troppo lontano, sempre più persone lavoreranno da casa.

L’identikit dello smart worker del futuro? Donna, residente nel centro-nord Italia, lavoratrice autonoma.

Per adesso l’Italia è ancora indietro rispetto al resto dell’Europa dove molte aziende optano per lo smart working ormai da tanti anni, peraltro con ottimi risultati sul profitto.

Ma gli ultimi anni, tra lockdown e conseguenze della pandemia, hanno in parte rivoluzionato il modo di lavorare. E da qui a qualche anno le previsioni ci raccontano che anche in Italia saranno sempre più numerose le aziende che riserveranno ai loro dipendenti una parte del lavoro da svolgere da casa.

Cos’è il diritto della disconnessione

Lo smart working 2022 prevede anche il diritto alla disconnessione da parte del lavoratore, ovvero una quantità di tempo in cui, pur lavorando da casa, la persona non è tenuta a essere reperibile. In caso di violazione, da parte dell’azienda, di questo diritto, l’articolo 615 che lo prevede parla di reclusione da 6 mesi fino a 4 anni. Il diritto alla disconnessione è importante perché garantisce al lavoratore che opera da casa la possibilità di tenere comunque distinta la vita lavorativa da quella privata. Il rischio infatti, per chi non si reca in ufficio, è quello di confondere l’orario lavorativo con quello che invece esula dal lavoro. Ecco perché il nuovo decreto ha ribadito l’importanza di disconnettersi in orari prestabiliti. Oltre al diritto alla disconnessione, il lavoratore in smart working avrà diritto allo stesso trattamento economico e normativo dei colleghi parigrado che lavorano in ufficio.

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