Sostegno psicologico al caregiver contro il caregiver burden

Il caregiver ha un compito fondamentale, quello di prendersi cura di una persona in difficoltà. Un impegno di grande valore che però, in molti casi, può anche essere causa di un fenomeno importante denominato caregiver burden che ancora in pochi conoscono, nonostante sia particolarmente frequente in chi svolge mansioni di assistenza di questo tipo. 

Moltissime sono infatti le responsabilità di cui un caregiver deve farsi carico e alla lunga questo insieme di responsabilità può trasformarsi in un fardello difficile da portare e sopportare. Soprattutto perché in Italia, ad oggi, non esiste purtroppo una normativa specifica che riconosca tutto il lavoro e il sacrificio che stanno dietro a questa figura. Sacrificio fisico, nel caso di accudimento di persone che vanno supportate nei movimenti, ma anche sacrificio psicologico, soprattutto in caso di pazienti anziani o affetti da patologie come la demenza senile, ad esempio. Insomma se in alcuni paesi di Europa – come la Francia, la Spagna o la Gran Bretagna – la legislazione riconosce la figura del caregiver in modo ufficiale, l’Italia da questo punto di vista è molto indietro e questo ovviamente non aiuta coloro che prestano cure e lo fanno in assenza di regole che li tuteli.

Il sostegno psicologico al caregiver diventa quindi fondamentale per contrastare in modo efficace tutte le possibili conseguenze negative del caregiver burden. In questo articolo scopriremo allora perché è importante occuparsi del sostegno psicologico di chi si prende cura di persone non autosufficienti e capiremo quali sono i modi più efficaci per aiutare il caregiver a evitare il crollo emotivo e il burden.

Caregiver burden: cos’è

Come anticipato, il caregiver burden è una sindrome con manifestazioni psicofisiche che sono molto simili a quelle del burnout. Tra i sintomi più frequenti in chi soffre di questo disturbo si ravvisano una eccessiva stanchezza e una sensazione crescente di esaurimento emotivo che portano a un calo generale delle difese immunitarie e a problemi a questo correlati. Il caregiver burden è causa spesso di sviluppo di ansia e depressione oppure di disturbi del sonno importanti. E ancora, questa sindrome si accompagna a disturbi gastro-intestinali e a un generale peggioramento della qualità di vita. 

Secondo i dati ISTAT, in Italia i caregiver superano ampiamente i 10 milioni anche se si stima che nella realtà coloro che svolgono questo ruolo siano molti di più. Alcuni si sono ritrovati improvvisamente a dover assistere un anziano o una persona cara malata senza peraltro essere in possesso di particolari competenze: ecco perché, con la paura di non essere all’altezza, il caregiver viene fagocitato da ansia e preoccupazioni. 

L’importanza del supporto psicologico ai caregiver

Intervenire con un sostegno psicologico è quindi molto importante per evitare che la condizione psico-emotiva del caregiver possa precipitare. Come sempre, quando si parla di sindrome e quindi di una serie di variabili che entrano in gioco, l’approccio allo stato di disagio del caregiver deve essere a tutto tondo, per ottenere buoni risultati e riportare il caregiver a una condizione di equilibrio. Per affrontare in modo corretto il burden del caregiver insomma è necessario un intervento professionale mirato che sia in grado di trattare in modo efficace il disturbo, non sottovalutandolo. Il rischio, in molti casi, è infatti che la condizione di disagio vissuta da chi presta delle cure a una persona bisognosa non venga individuato subito come un disturbo serio e venga quindi non trattato, almeno nella sua fase iniziale.

A prescindere dalla differenza che intercorre tra caregiver familiare e professionale, sia che si tratti di lavoro che di condizione obbligata (esempio un familiare che si ammala improvvisamente e necessita di assistenza) il fenomeno del caregiver burden può presentarsi comunque. 

Il burden del caregiver è quindi una condizione molto più frequente di quanto si potrebbe ipotizzare: si può tradurre con “il peso dell’assistenza” che alla lunga pesa anche su chi, quell’assistenza, la garantisce.

Nelle aziende molto spesso possono essere presenti dipendenti caregiver che faticano a trovare un equilibrio tra le responsabilità di assistenza ai familiari e quelle lavorative. In questo contesto chi si occupa di risorse umane dovrebbe compiere un vero e proprio audit delle necessità dei dipendenti e individuare se esistono necessità di supporto. Affidarsi a dei professionisti, può essere la strada giusta da percorrere. Con il nostro servizio di counseling psicologico Talk Now l’obiettivo è consentire all’individuo il superamento di temporanei periodi di difficoltà determinati da momenti di passaggio e di cambiamento, processi evolutivi, stati di crisi personale o famigliare ricorrendo ad uno psicologo o ad uno psicoterapeuta iscritto all’Albo. In questo modo si garantisce un miglioramento del benessere dei dipendenti, un aumento della produttività e, di conseguenza, una riduzione dei costi.

Il sostegno psicologico per il caregiver diventa dunque fondamentale per affrontare questa difficile condizione con i giusti strumenti. Anche perché c’è poi un altro aspetto da considerare e che in passato è stato evidenziato più volte anche dalla letteratura scientifica: il burden non solo danneggia la salute fisica e psicologica del caregiver ma compromette anche la sua capacità di accudimento della persona bisognosa. La spiegazione è facilmente comprensibile: non sentendosi bene con se stesso, colui che deve prestare assistenza svolge questo compito con molta più fatica e con molta meno lucidità. Per questo motivo è importante riconoscere i segnali di stress eccessivo il prima possibile in modo da poter intervenire prontamente e evitare che si inneschi un pericoloso circolo vizioso in cui colui che presta assistenza diventi anche bisognoso di cure. 

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