Stress sul lavoro: sintomi e rimedi anche in smartworking

Durante un colloquio è spesso ricorrente che gli esaminatori usino la domanda – “come si comporta in situazioni di stress lavorativo?” – per capire il livello di sopportazione dello stress del futuro lavoratore e valutare la sua reale capacità di continuare il lavoro in certe situazioni senza demotivarsi e auspicando, addirittura, che ci sia un maggior rendimento.

Una dinamica molto frequente durante le interviste di lavoro ma che poco riflette la realtà dei fatti. Una volta assunta, la stessa persona potrà sì riuscire a sostenere i carichi di pressione dovuti al lavoro ma potrà farlo per periodi brevi e non continuativi. Dove è il limite allo stress sul lavoro e chi lo stabilisce?

Insomma, quando lo stress lavorativo è costante e senza pause, il rischio burnout è dietro l’angolo.

Stress sul lavoro, burnout e sintomi da stress lavoro correlato

Il termine inglese burnout viene tradotto come ”bruciato” e si usa in gergo quando una persona risulta senza più energie psicofisiche e diventa incapace di fare tutto per via del troppo stress accumulato sul lavoro.

I sintomi sono ben identificabili ma solo quando ormai sono presenti tutti insieme. Si parla infatti di sindrome burnout proprio perché ha diverse manifestazioni psicofisiche. Quando il burnout viene causato dai ritmi di lavoro, diventa stress da lavoro correlato.

La persona sottoposta a burnout dà infatti diversi segnali di sovraccarico attraverso i cosiddetti sintomi per stress da lavoro:

  • Demotivazione;
  • Mancanza di iniziativa;
  • Difficoltà a portare a termine i compiti affidati;
  • Tendenza all’isolamento;
  • Rifiuto di recarsi a lavoro quotidianamente;
  • Senso di frustrazione;
  • Ansia;
  • Assenteismo;
  • Irritabilità;
  • Mancanza di attenzione;
  • Difficoltà di concentrazione.

Dal punto di vista fisico, invece, lo stress da lavoro correlato si manifesta con questi sintomi:

  • Stanchezza cronica;
  • Insonnia;
  • Tachicardia;
  • Ipertensione;
  • Problemi gastrici;
  • Mal di schiena e contrazioni muscolari;
  • Inappetenza.

Cause dello stress sul lavoro

Come già detto in precedenza, alla base dello stress sul lavoro c’è il burnout che scaturisce da una cattiva gestione del flusso di lavoro. In particolare, si è evinto da diversi studi a riguardo che dietro le cause si nascondono delle mancanze da parte dei manager. 

Infatti, se ieri il burnout era quasi esclusivamente ad appannaggio delle professioni di soccorso (medici e sanitari), oggi diventa realtà diffusa in quasi tutte le tipologie di lavoro. In effetti, non tutti i leader sono realmente capaci di gestire i team in modo funzionale e salutare.

Perciò, sapere quali capacità debbano migliorare i manager per evitare il burnout del team di lavoro aiuta anche le risorse umane a gestire eventuali casi di stanchezza da lavoro e stress. Vediamole nello specifico:

  • Un vero leader deve saper prendersi le responsabilità delle proprie scelte ed i carichi che gli competono. Ciò significa che può delegare alcune mansioni a chi risulta competente, senza sovraccaricarlo, e allo stesso tempo lavorare su responsabilità più grandi che gli competono.
  • Deve saper abbassare il livello di stress in casi di troppa tensione. I dipendenti sotto stress da lavoro possono aumentare gli errori e in alcuni casi creare dei danni maggiori se non pericolosi se si pensa ad attività dove c’è in gioco la vita propria e degli altri. Quindi dare supporto alla persona che sta affrontando un compito stressante e alleggerire il carico significa: uscire dalla crisi prima e meglio possibile!
  • Valutare bene le competenze di ogni lavoratore, esaltare le skills ed assegnare le mansioni più adatte considerando anche i punti deboli. In tal modo tutti si sentiranno valorizzati, non avranno sentimenti di frustrazione o di inadeguatezza e il risultato lavorativo sarà proficuo.
  • Fornire gli strumenti per crescere professionalmente prevedendo corsi di formazione e aggiornamento per i lavoratori che ne necessitano, così da far acquisire loro maggiore sicurezza sul lavoro.
  • Lavorare sulla comunicazione: molti leader non sanno comunicare con i loro dipendenti, spesso sono poco chiari e lacunosi e non favoriscono la comunicazione nel gruppo di lavoro che è invece fondamentale per l’organizzazione, il confronto e la crescita del team.
  • Organizzare il lavoro. I manager che non sanno organizzare il lavoro stabiliscono delle date di consegna di lavoro inverosimili, non raggiungibili. Sovraccaricare i dipendenti e fornire una deadline impossibile aumenta solo la frustrazione, determina la consegna di lavori imprecisi e porta ad un sicuro burnout.

Come evitare un crollo da stress sul lavoro e cosa possono fare gli HR

Il ruolo degli HR o Risorse Umane nel prevenire il crollo di un dipendente a causa dello stress da lavoro correlato può essere determinante. Per tale motivo, il lavoro di trait-d ’union tra i manager e i dipendenti è fondamentale perché il rischio da stress lavoro correlato può riguardare sia i dipendenti che i manager e questo fa sì che la platea da osservare si allarghi.

L’osservazione per l’appunto è la prima cosa e deve essere supportata da questionari mirati a rivelare lo stato psicofisico e di soddisfazione dei lavoratori. Comprendere che livello di Work life balance essi hanno è molto importante perché, se non c’è equilibrio tra tempo dedicato alla vita privata e tempo destinato al lavoro, si rischia di andare in sovraccarico.

Nello smart working, il burnout si è accentuato molto, visto che ormai i lavoratori da casa non hanno un vero e proprio confine tra la fine della giornata di lavoro e la vita privata.

A tal proposito è importante sensibilizzare i manager affinché non scavallino gli orari di contratto di lavoro, mandando e- mail fuori orario o facendo telefonate o riunioni.

L’ascolto delle difficoltà dei lavoratori è fondamentale. Per un lavoratore non è facile riconoscere di avere dei problemi e tanto più doverli esporre nel contesto aziendale. Ma se è ben accolto e se soprattutto è supportato da strategie operative volte a farlo uscire dalla fase di burnout, non potrà che trarne giovamento tutto il team lavorativo.

Nel caso in cui sia l’ambiente di lavoro la causa del burnout, è bene valutare di spostare di gruppo la persona, lì dove lo voglia chiaramente, o di parlare con chi sta generando un livello di stress forte e redimere la situazione. Capita infatti che vi sia una persona a monopolizzare l’ambiente lavorativo con atteggiamenti tossici, tali da rendere impossibile l’attività lavorativa per molti. Questo è un caso dove intervenire sulla persona per non penalizzare un’intera unità lavorativa.

Cosa succede se il burnout si ha in smartworking?

Negli ultimi due anni la routine lavorativa è cambiata per via della pandemia e fin dal primo lockdown sono stati riscontrati alcuni effetti negativi del lavorare da casa. Dagli studi si registra che 2 su 3 lavoratori e quindi parliamo del 69% di essi, è andato in burnout. Un aumento del 20% in più rispetto all’inizio del lockdown. Come mai?

Purtroppo il lavoro agile ha determinato uno sconfinamento degli orari, per cui moltissimi lavoratori hanno iniziato a lavorare anche fuori orario, raggiungendo in media 3 ore lavorative in più al giorno rispetto alla classica giornata lavorativa tipo in ufficio. Rispondere alle mail anche quando si dovrebbe essere in pausa o fuori dal lavoro, partecipare a riunioni virtuali fuori orario, avere scadenze molto più vicine rispetto al solito, ha comportato un eccesso di stress lavorativo.

Onde evitare ciò è importante che le Risorse Umane spingano i manager a rispettare gli spazi temporali lavorativi e monitorino costantemente il clima aziendale, mantenendo un rapporto costante con i dipendenti (anche se a distanza).

L’importanza del sostegno psicologico anche online

La pandemia causata dal Covid-19 cha messo tutti a dura prova e per molti lavoratori le aziende sono diventate sempre più il luogo in cui trovare un sostegno.

Il servizio di supporto psicologico in azienda però non è una novità di questi anni. Già si parlava di terapia sul luogo di lavoro dopo la legge di Stabilità del 2016, con l’introduzione dei voucher dedicati all’assistenza psicologica dei dipendenti, e successivamente con l’introduzione di sportelli nelle aziende per dare la possibilità ai dipendenti e collaboratori di trovare supporto per affrontare le difficoltà sul luogo di lavoro e migliorare le relazioni con capi e colleghi.

L’anno della pandemia ha però dato un’ulteriore accelerata: l’interesse per la salute mentale è entrato in ufficio e soprattutto in casa. 

Le aziende più evolute si sono sempre più rese disponibili ad offrire sostegno psicologico anche online per dare la possibilità ai dipendenti di stare bene non solo a livello professionale, ma anche personale e familiare, nella convinzione che la salute mentale abbracci diverse sfere della vita. 

Stress da lavoro: quale vantaggio traggono le aziende evitando il burnout

Monitorare ed intervenire nelle situazioni di burnout e benessere psicologico per un’azienda, è quindi fondamentale per varie ragioni:

ridurre l’assenteismo;

– avere lavoratori sereni e produttivi;

– aumentare il livello di creatività e migliorare la reputazione aziendale.

Insomma, oggi un’azienda ed i suoi recruiter dovrebbero riuscire a rispondere da subito alle seguenti domande per reclutare un futuro dipendente in cerca di lavoro ed evitare che questo possa andar via a causa dello stress:

  •        siamo in grado di evitare situazioni di stress lavorativo continuativo?
  •       che strategie applicheremo perché ciò non accada e ci sia un buon work life balance?

I tempi stanno cambiando e tutti ne possono beneficiare.

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