Welfare e gamification per migliorare l’employee experience

Molto spesso la produttività aziendale è intesa come la totalità di ore che i dipendenti dedicano al lavoro, come se la quantità delle ore bastasse a garantire la qualità della manodopera. La produttività invece, si è visto negli anni con tante ricerche sul campo, dipende da più fattori e sicuramente dalla qualità di vita sul posto di lavoro (e non solo).

In particolare, si è riscontrato che lì dove le aziende hanno inserito la gamification all’interno delle loro metodologie aziendali, i dipendenti si sono sentiti più motivati e parte del sistema lavorando molto meglio e aumentando la loro produttività.

Cos’è la gamification?

La gamification nasce dalle metodologie pedagogiche per facilitare l’apprendimento. Qualsiasi individuo, di qualsiasi età e provenienza culturale, apprende di più attraverso il gioco che tramite la lettura o una lezione tradizionale. Ciò perché è insita nell’essere umano la voglia di giocare e se c’è anche il fattore competizione allora il gioco funziona ancora meglio.

La gamification può funzionare sia a scopo cooperativo che agonistico. In caso di competizione, già solo l’idea di mettersi a confronto con altri per raggiungere un obiettivo, rende il premio ancora più ambito a prescindere da quale esso sia. È la stessa possibilità di confrontarsi con altri che motiva a dare il meglio di sé.

Per molto tempo la gamification è stata adottata in ambito Risorse Umane per la selezione del personale.

Nelle fasi di recruitment, infatti, si notavano subito le personalità dei leader, quelle dei cooperanti e dei  talenti. Successivamente è stata utilizzata per fortificare il senso di squadra tra lavoratori di uno o più reparti, dando vita a giornate di team building.Esperienze che attraverso l’attività ludica cementano i rapporti tra i colleghi incentivando a trovare soluzioni insieme per un obiettivo comune e facendo scoprire talenti e caratteristiche personali, che magari sul posto di lavoro non emergono. Così l’esperienza di gaming dà come frutto una maggiore coesione del gruppo, una capacità di problem solving rinnovata e un team che matura un senso di appartenenza al gruppo lavorativo e all’azienda più forte.

Welfare Gamification e risorse umane

Ultimamente la gamification è diventata anche strumento per motivare i dipendenti sul posto di lavoro. Attraverso sfide tra reparti o tra negozi di uno stesso brand, i dipendenti si divertono a dare il meglio di sé, a trovare soluzioni rapidamente efficaci ed efficienti per vincere. Il premio è variabile e può anche essere una retribuzione più elevata a fine mese, come fa  ad esempio il gruppo Inditex di cui fa parte Zara: più negozi della stessa città si sfidano nell’ottenere migliori vendite nella settimana per ottenere in busta paga qualcosa in più. Oppure, e questa è la novità, si possono ottenere benefit di varia natura.

Con il proliferare dei servizi e beni forniti ai dipendenti dalle aziende come i flexibile  benefit, si è diffusa anche la cultura della gamification applicata al welfare aziendale. I provider che forniscono servizi welfare aziendali attraverso la metodologia del “Design Thinking”, elaborano idee di servizi personalizzati per i dipendenti in base alle problematiche e ai bisogni che emergono.

In questo modo si promuovono vari servizi welfare ed è anche più facile che i dipendenti siano disposti a convertire premi di risultato in servizi che vadano a risolvere situazioni problematiche o comunque a soddisfare esigenze individuali. I provider di welfare forniscono questi servizi sotto forma di gioco all’interno delle piattaforme Web e App, il che li rende più fruibili e appetibili.

Employee Experience

La scelta tra i servizi welfare aziendali è sostanzialmente legata ad ambiti specifici comuni a molte aziende:

  • Servizi utili alla famiglia;
  • Legati al benessere e la salute del lavoratore;
  • Corsi di formazione;
  • Organizzazione del lavoro;
  • Servizi salva tempo.

Il dipendente seleziona alcuni dei suddetti servizi sulla base di un piano personalizzato costruito dall’HR manager compatibile con le esigenze espresse. Il Design thinking diventa così uno strumento funzionale alla conoscenza approfondita delle necessità dell’utente.

Per conoscere quali sono le esigenze della popolazione aziendale e proporre i servizi di welfare più adatti ai dipendenti prova AuditCare, lo strumento pensato per le aziende che desiderano offrire ai propri collaboratori servizi di supporto al caring, formazione e sostegno psicologico per migliorare la qualità della loro vita.

Alcuni esempi di welfare aziendale forniti tramite la gamification

Nell’ambito dei servizi per la salute e il benessere del lavoratore portiamo l’esempio dell’azienda Thun SPA: per i suoi dipendenti ha previsto corsi tenuti da nutrizionisti per insegnare a prendersi cura del proprio corpo, sedute da osteopati e di ballo per incentivare il movimento e per le neomamme un corso di massaggio pediatrico. 

Nell’area Famiglia e vita personale, troviamo Calzedonia un buon esempio di sostegno alla maternità. Infatti, il brand già dal 2001 creò il primo nido in azienda dopo aver constatato che l’85% delle dipendenti erano donne in età fertile. Da allora, ogni sede ha un nido con pedagogiste esperte e ogni madre che lavora può decidere liberamente tra tre orari di uscita. Le tipologie di welfare aziendali, come si è visto, sono varie e possono essere sempre più utili grazie al Design Thinking. 

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